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Comunicazione scritta: non fare Copia-Incolla!

Perché non fare copia-incolla di un buon messaggio? In questo articolo voglio mostrarti perché non basta copiare una formula per comunicare bene. Via, senz’altra esitazione, andiamo a esplorare!

Succede questo: trovi un buon testo online – o te lo propone l’IA – oppure ti è riuscito bene un messaggio e pensi che lo userai come modello per tutte le comunicazioni simili.

Lo salvi nelle note e lo tieni lì, pronto per la prossima occasione. Non stai considerando un dettaglio rilevante: utilizzarlo senza adattarlo può trasformare il tuo messaggio in un boomerang che colpisce duro.

Facciamoci un esempio pratico semplice, che ci aiuti a tenere a mente il meccanismo. Immagina di aver salvato questa frase, in risposta a una richiesta di informazioni:

Grazie per il tuo messaggio. Ti invierò le informazioni richieste entro domani.

Sembra andare bene, vero? Puoi salvarlo come modello di risposta e è fatta, no? No.

… di utilizzarlo come risposta automatica: cosa non va?

In primis non va il ringraziamento iniziale: per cosa ringrazi? Per aver ricevuto un messaggio? È un eccesso di cortesia che rende la comunicazione artificiosa e stucchevole. Inoltre, chi lo dice che chi ti ha scritto ti ha inviato un messaggio per cui vada bene ringraziare? Se ti avesse insultato, criticato ingiustamente o svalutato?

Non va bene neanche la frase successiva perché la sua efficacia comunicativa e il suo effetto relazionale dipendono dal contesto specifico.

Per esempio, prova a usare la stessa frase in questi tre scenari:

  • Una cliente ha chiesto un dettaglio su un contratto;
  • Una collega ti ha chiesto un file urgente;
  • Una potenziale partner ti ha chiesto chiarimenti su un progetto in corso.

In questi casi la risposta arriverebbe liquidante e disinteressata e crea sfiducia e senso di inaffidabilità.

Anche se una frase è corretta grammaticalmente, non è detto che comunichi bene.

Per comunicare bene è necessario curare la flessibilità di lessico e struttura e tenere conto di:

  • Relazione con chi leggerà;
  • Contesto;
  • Tono di voce;
  • Stile comunicativo;
  • Intenzione;
  • Obiettivo generale;
  • Obiettivo specifico.

La flessibilità comunicativa va a braccetto con la consapevolezza comunicativa: se c’è l’una, c’è l’altra.

Io lo insegno!

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Ciao!

Sono Francesca, copywriter e ghostwriter della comunicazione quotidiana. Mi piacciono i profumi artistici, divoro libri e la musica mi calma. Qui ti racconto il Copywriting Relazionale: come scrivere messaggi, e-mail, post, solleciti, documenti ufficiali e altre comunicazioni senza stress, fraintendimenti e perdite di tempo.  

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