Stai per scrivere una lettera di presentazione per accompagnare un preventivo, un curriculum vitae o un progetto? Fermati qua che vediamo i passaggi!
La lettera di presentazione serve a…
La lettera di presentazione serve a raccontare chi sei e contestualizzare la tua proposta. Immaginala come il tocco di personalità che colora il tuo preventivo, dà tridimensionalità al tuo curriculum e umanizza il tuo progetto.
La lettera di presentazione è il guizzo di vitalità e personalità che aggiungi al documento ufficiale: è lì che puoi mostrare peculiarità, caratteristiche, il valore specifico.
Attenzione alla formalità!
Fai attenzione a dare equilibrio alla tua lettera di presentazione:
- Un registro formale rischia di trasformare la lettera di presentazione in un doppione del documento ufficiale e descriverti, implicitamente, come una persona rigida e con poca esperienza;
- Un registro molto colloquiale può dare l’impressione che tu abbia troppa sicurezza e poca consapevolezza relazionale.
Burocratese
Uno dei rischi più frequenti è scrivere un testo che contiene le formule cosiddette di cortesia tipiche del burocratese:
- Con la presente le invio;
- Come da accordi intercorsi;
- Le allego alla presente;
- Colgo l’occasione per porgere distinti saluti;
- Sarà mia premura farle avere;
- …
Tecnicismi
La lettera di presentazione non è lo spazio giusto per i tecnicismi: mostra la tua competenza tecnica e concreta nei documenti ufficiali, usando parole di settore e lessico specifico. Nella lettera di presentazione scegli parole che rappresentano te e il modo in cui parli naturalmente, perché chi legge impari subito a conoscerti.
Abbi il coraggio di una comunicazione naturale!
Gergo colloquiale
Il gergo colloquiale può essere una scelta utile in alcuni settori professionali in cui la relazione è orizzontale. In quei frangenti, parlare in gergo, quasi in slang, può creare senso di appartenenza e complicità. In altri settori, in cui vi è maggiore necessità di rigore professionale, stanne alle larga!
Fai anche attenzione a:
- Evitare di autocelebrarti;
- Fare complimenti a chi leggerà;
- Scrivere incipit lunghi eterni;
- Scrivere saluti banali e slegati dalla tua proposta e dalla relazione con l’azienda. Ti faccio un esempio che amo e trovo azzaccato. Un’azienda di energia rinnovabile ha avuto necessità di scrivere una comunicazione a un’altra azienda del settore per chiarire un diverbio e riallacciare i rapporti: quali saluti abbiamo scelto? “Con rinnovata energia“. Belli, eh?
Ricorda di differenziare la lettera di presentazione!
So che è tanto comodo avere un modello pronto! Solo che ti fa fare brutta figura!
I testi molto neutri (quelli che vanno bene per tutte le occasioni lo sono) danno l’impressione di una comunicazone non pensata, non dedicata e, forse, pure scritta dall’IA! Questo influenza il valore percepito della tua professionalità e della tua proposta.
Come fare? Suggerisco di creare una traccia che funga da scaletta e produrre una parte di testo informativa che può rimanere, di fatto, invariata. Dedicati a personalizzare incipit, excipit, riflessioni aggiuntive, post scriptum…
Insomma, dai personalità ai tratti della comunicazione che per loro natura più somigliano a un’interazione vis-à-vis.
Hai ancora qualche dubbio?
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